Di come ho messo al mondo mia figlia (il giorno più lungo e bello della mia vita)

Prima di scrivere questo post devo fare tre premesse.

Premessa numero uno: mia figlia ha il pc detector, ovvero ogni volta che accendo o mi avvicino al pc lei si sveglia e richiede la mia attenzione. Ecco perchè sto scrivendo questo post con quasi due mesi di ritardo.

Premessa numero due: non sto scrivendo questo post per voi ma bensì per noi. Mi spiego meglio: sto scrivendo questo post affinchè anche quando sarò troppo vecchia e ebete per ricordare tutti i particolari di quel giorno mi basterà leggere questo post per ricordare ogni singolo momento. Ho scritto troppe volte ricordare, lo so.

Premessa numero tre: questo post sarà lunghissimo, esattamente come quel giorno.

Detto questo, partiamo. Vi avviso, questo post sarà ricco di momenti imbarazzanti. Non per voi ma sicuramente per me. Ma fanno parte anche quelli di quella giornata, quindi perchè ometterli?? Se avete qualcosa contro i momenti imbarazzanti altrui quindi vi prego di voler smettere di leggere adesso. Io vi ho avvisati eh!

Dovete sapere che sin dal primo momento che ho saputo di essere incinta la mia più grande preoccupazione è sempre stata una e una soltanto: il parto. Ero letteralmente terrorizzata dal doverlo affrontare, e ho passato tutti e nove i mesi della gravidanza a leggere, documentarmi e guardare video (non fatelo!!!!) di parti altrui non facendo altro che aumentare la mia paura!!! Più si avvicinava il momento e più la mia paura aumentava, tant’è che ho passato le ultime sere della gravidanza a fissare il soffitto sperando di addormentarmi e svegliarmi con la mia bambina accanto già fatta e finita!!!

Fortunatamente la gravidanza è andata avanti bene e non ci sono stati grossi problemi per noi.

Poi è arrivata la scadenza del termine. Ed è passata. E non succedeva niente. Arriva un certo punto della gravidanza che una donna è talmente stanca e affaticata che non vede l’ora di partorire. Bene io quel momento lo avevo superato già da un pezzo, ma niente, la mia bambina non ne voleva sapere di uscire. E io ormai mi stavo convincendo che non avrei mai partorito hahaha!!

Andai a fare il primo tracciato che ero di 40 settimane + 2 giorni e il medico mi disse che era tutto fermo e che sarei dovuta tornare il 17 settembre (ovvero a 40+6!!) per fare il secondo tracciato e decidere come agire. Ovviamente se non fosse successo nulla prima!

Ho passato quei quattro infiniti giorni camminando su è giù per il paese per far scendere la pancia, ma niente da fare, non succedeva nulla. Ricordo che la sera prima del tracciato andai a letto veramente sconfortata. La notte passò tranquilla. Poi, alle 8 di mattina, mi svegliai di soprassalto: sentii come un “cra cra” che proveniva da dentro e saltai giù dal letto correndo in bagno. Ci arrivai con il pigiama completamente bagnato: finalmente si erano rotte le acque!!

E li si susseguirono una serie infinita di emozioni contrastanti: dapprima la gioia, poi il panico, poi ancora la gioia, poi ancora di più il panico, e per finire il pianto. Dal bagno gridai al mio ragazzo che dormiva che mi si erano rotte le acque, e lui intontito mi chiese se stava piovendo. Alla terza volta del mio “Ary, le acque!” si catapultò giù dal letto e più veloce di Superman quando si cambia di abito in cabina si precipitò in bagno già vestito e pronto per portarmi in ospedale!!!

Il tempo di farmi una doccia ed eravamo all’ospedale.

All’arrivo, dopo aver spiegato che avevo rotto le acque e aver compilato la cartella clinica mi hanno subito messa in una camera a fare il tracciato per vedere che la bambina stesse bene. Io stavo bene e non avevo contrazioni, tant’è vero che ero terrorizzata dal fatto che mi potessero rimandare a casa.

Ed eccoci arrivati al momento più imbarazzante della mia vita.

Dopo circa mezz’ora si presentò in camera mia la caposala con in mano due perette ENORMI sbraitando qualcosa riguardo al fatto che avrei dovuto farle a casa e bla bla bla si giri che gliele faccio. Immaginatevi la mia espressione in quel momento. E vabbè, pensai, anche questo fa parte del percorso per arrivare a vedere la mia bambina. Dopo cinque minuti di letto mi precipitai in bagno a fare quello che si fa solitamente dopo due perette ENORMI. Peccato che a quanto pare in quel momento tutti quelli che erano di turno in ospedale avevano la necessità di parlarmi e non potevano proprio aspettare, così iniziò un peregrinare avanti e indietro dalla mia camera di personale che entrava per chiedermi qualcosa e non trovandomi a letto apriva la porta del bagno per farmi la domanda in questione. Immaginatevi la mia espressione in quel momento. Ma la parte migliore deve ancora arrivare. A un certo punto entra una signora che ovviamente apre la porta del bagno e mi dice: “mi scusi signora, cosa vuole mangiare per cena???” e inizia a elencarmi una serie di piatti: minestrone, pastina, pasta in bianco, riso…

Immaginatevi la mia espressione in quel momento.

Rossa come un peperone per l’imbarazzo e il cercare di trattenere quello che stavo facendo, non riuscivo nemmeno a rispondere talmente stavo trattenendo il fiato. Con un filo di voce le dico: “mi scusi eh, ma non è proprio il momento per scegliere la cena.” e lei continua con il suo elenco infinito di portate: purè, insalata, budino, yogurt.  Immaginatevi la mia espressione in quel momento. Al che con un filo di voce e un’inizio di disperazione mista a vergogna mista a non so più nemmeno io quali sentimenti avessi in quel momento la pregai di scegliere lei le portate e lasciarmi finire di fare quello che stavo facendo. E finalmente la signora presa dalla compassione mi lasciò cagare in santa pace!!!!!!!!!!

In quel momento entrò in camera il mio ragazzo e rendendosi conto di quello che era successo iniziò a ridere come un matto continuando per un buon quarto d’ora…

Fortunatamente tutto questo mi portò anche una buona notizia: dopo una sola ora ero già a cinque centimetri di dilatazione!!!! Non vi dico la gioia, pensai che se avessi continuato così avrei partorito da li a pochissimo.

Si certo, credici Lisa.

Mi portarono in sala parto perchè iniziarono le contrazioni, e posso sinceramente dirvi che FANNO UN MALE PORCO. No no non avete capito, non così male, molto di più di quanto voi possiate realmente immaginare. Il dolore più atroce che io abbia mai provato in vita mia, incontrollabile.

Il dolore era talmente forte e sconosciuto che non riuscivo a controllarmi, a ogni contrazione le mie urla erano atroci. Sono andata avanti a urlare così per un paio di ore, finchè una delle ostetriche non mi spiegò che quello era il modo più sbagliato di affrontare le contrazioni, perchè le urla più che essere liberatorie non facevano altro che rendermi ancora più nervosa e sconfortata. Mi spiegò come respirare e mi insegnò a controllarle e da quel momento in poi, non so nemmeno io come, la Lisa urlatrice si è trasformata nella Lisa Buddha. A ogni arrivo della contrazione respiravo e respiravo e respiravo fino a quando questa non passava, e così sono passate altre tre lunghissime, infinite ore. Ricordo a mala pena che durante tutte queste ore si sono susseguite le visite del mio ragazzo, di mia suocera, di una zia e della mia amica Carlotta, ma ero davvero sfinita. Ormai erano passate già la bellezza di otto ore da quando avevo iniziato il travaglio e la dilatazione non era andata avanti come avevo immaginato. Sempre più stanca e sconfortata, alle tre del pomeriggio, nella mia testa riecheggiava una sola parola: EPIDURALE. Come un mantra iniziai a ripetere la frase “voglio l’epidurale” a ogni persona che entrava nella sala parto. Ma le ostetriche non erano convinte e quindi mi hanno chiesto più o meno un milione di volte se fossi sicura della mia scelta, ma ormai ero talmente sfinita che l’unica cosa che riuscivo a pronunciare era “voglio l’epidurale“. Dopo mezz’ora di mantra finalmente le ostetriche si convinsero a chiamare l’anestesista, ma ovviamente nessuno dei due di turno era a disposizione, e così tornarono in sala parto per dirmi che non c’era nessun anestesista in ospedale. La mia risposta fu semplice e coincisa: “prima o poi dovranno tornare!”

Finalmente dopo un’ora dalla mia richiesta si presentarono due medici, il capo anestesista e il suo assistente, che con molta gentilezza iniziò a spiegarmi cosa mi avrebbero fatto ma io ero talmente stanca e dolorante che non ascoltavo e continuavo a ripetergli di accelerare la cosa e di non perdersi in chiacchiere. Finalmente, dopo mezz’ora di spiegazione e dopo aver firmato tutti i moduli del consenso mi fecero questa benedetta epidurale, che è una procedura mica da ridere, ma in quel momento ero talmente sfatta che non ho quasi sentito il super mega ago lunghissimo che mi hanno conficcato nella spina dorsale. Appena la medicina ha iniziato a entrare in circolo ho visto Dio e la mia espressione dolorante si è trasformata in una buffissima faccia da ebete! L’epidurale è stata la cosa più bella di quella lunghissima giornata! Se non l’avete mai provata ve la consiglio!!!!

Da li in poi passarono ancora 3 lunghe ore che però sotto l’effetto dell’epidurale non furono così pesanti e dolorose come le ore precedenti, tant’è che le ho passate abbastanza rilassata. Solo che quando l’ostetrica mi ha controllata per vedere se la dilatazione era progredita ho visto il suo volto scurirsi e ho capito che c’era qualcosa che non andava. Lei mi guardò e mi disse di aspettare che avrebbe chiamato il ginecologo per farmi visitare anche da lui. Quando il ginecologo mi visitò per controllare la dilatazione mi diede la brutta notizia: dopo 12 ore di travaglio non ero ancora arrivata alla dilatazione finale e la mia bambina era incastrata e le si era gonfiata la testa, e come se non bastasse stavo iniziando ad avere un’emorragia.

Signora mi dispiace ma dobbiamo farle il cesareo, chiami suo marito“.

Nemmeno il tempo di capire cosa stava succedendo che ero già sul lettino operatorio. Alle 19.28 mi fecero l’anestesia spinale utilizzando la cannula dell’epidurale, e dopo 8 minuti iniziarono l’operazione. Durante tutta l’operazione l’anestesista è stato dietro la mia testa a farmi la telecronaca di quello che stava accadendo, tipo gufo sulla spalla. Vi risparmio i dettagli dell’operazione, sappiate solo che ho sentito tutto, ma proprio tutto. A un certo punto l’anestesista mi disse “adesso sentirà come tirare e strappare” e quello fu il momento più brutto perchè essendo la bambina incastrata dovettero tirare talmente forte per tirarla fuori che mi sollevarono il bacino. Il dolore fu fortissimo tant’è che ho gridato con tutta la voce che mi era rimasta, ma poi, a un certo punto, ho sentito il suono più bello della mia vita, il pianto di mia figlia! Finalmente, alle 19.40 la mia bambina era venuta al mondo!

Sentivo i medici che dicevano che non avevano mai visto una bambina così bella in tutta la loro carriera ma io ero senza occhiali e sotto l’effetto dell’anestesia e non ci vedevo nulla! Sentivo il pianto e mi sembrava il suono più bello del mondo!

Non sono assolutamente in grado di spiegare a parole quello che ho provato in quel momento, la gioia era così tanto grande che il dolore e la paura sono spariti all’istante. Purtroppo essendo un’operazione in corso non ho potuto subito tenerla con me ma me l’hanno fatta annusare e poi l’hanno portata via, per pulirla, controllarla e vestirla. Fuori dalla sala operatoria c’era il mio compagno che aspettava impaziente e mi ha raccontato che il pediatra è uscito dalla sala operatoria gridando “fate largo, abbiamo un carico speciale, è nato un diamante!

Dopo di che, mentre mi ricucivano, la voglia di vederla aumentava sempre di più, tant’è che appena finirono sono quasi caduta dal letto operatorio nel tentativo di spostarmi da sola sulla barella!!!

Il tragitto dalla sala operatoria alla mia camera mi sembrò infinito. Poi finalmente arrivammo. Mi spostarono sul letto e vidi il mio compagno con in braccio la mia bambina. In quel momento tutte le emozioni sopportate durante quella lunghissima giornata mi travolsero e iniziai a piangere di quei pianti liberatori come mai nella mia vita. Dopo circa quindici minuti di lacrime e singhiozzi, finalmente presi in braccio la mia bambina. Ci annusammo amorevolmente e lei con meravigliosa naturalezza si attaccò al mio seno. Il momento più bello della mia vita.

Ed eccola qui la mia meravigliosa bambina, dieci minuti dopo la nascita.

Viola Vittoria
3650 g.   –   51 cm.

IMGP0527

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inspiration #7 : FOOD photography

Siccome da quando sono incinta non faccio altro che mangiare, e se non mangio penso a quello che mangerei o passo ore e ore a guardare foto di cibi che mi ispirano, ho pensato bene di dedicare un post alla food photography, un ramo della fotografia che mi ha sempre affascinato tantissimo ma che non sono mai riuscita a mettere in pratica a causa del fatto che ogni volta che preparo qualcosa di buono non faccio in tempo a metterlo nel piatto che è già finito!!! (siamo due golosoni!!!)

Ma bando alle ciance e partiamo con le foto!

Senza titolo

Senza titolo

Senza titolo

Day 175.365 - Green Tea with Mint (a week of Tea  - II)

Senza titolo

Senza titolo

Cose buone (:  ( Explore #57)

Day 138.365 - Black Currant Ice-cream

Chocolate time

Cherry Ice-cream with Fudge sauce

Senza titolo

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avocado

Senza titolo

Lavender Lemonade

Day 106.365 - Breakfast

Ways.

Senza titolo

Banana Cinnamon Pancakes

Senza titolo

Give me your number

Simple lunch

Roids and coffee

Oddio non riesco a smettere di scegliere foto! E ora ho anche una fame da lupi!

Come avrete ben notato le peculiarità di questo tipo di fotografia sono la semplicità, composizioni minimaliste e luce perfetta.

Vi lascio un tutorial di consigli sulla food photography che ho trovato molto utile e ispirante http://nicolesyblog.com/2013/07/05/food-props-and-styling-resources-for-photographers/ .

Al prossimo post!

inspiration #6

Visto che da queste parti non si batte chiodo o quasi, e visto che per il momento non sto fotografando ma continuo a riempirmi gli occhi di bellezza, voglio condividere con voi un po’ di fotografie che mi hanno colpito particolarmente negli ultimi mesi su Flickr.

Così, just For Your Inspiration.

Lifeguard

Before the beginning [Explored!]

Senza titolo

Mountains like home

Senza titolo

Edinburgh

Senza titolo

Freckless.

Senza titolo

Senza titolo

Anna and the Aegean

Parlava poco con le parole.  Molto con gli occhi. Le sue frasi d'amore più belle erano lacrime.  [L'uomo dei tulipani, L. Marini]

Run Home

Eurydice

Jill

Allora che mi dite?
A me è venuta voglia di fare foto, non so a voi.

Moonbows

Ed eccomi ancora una volta a condividere con voi un time lapse. Ed eccomi ancora una volta a condividere con voi la magnificenza della natura che lascia senza fiato.

Si si lo so, sono mesi e mesi che non pubblico nulla e poi me ne esco come se nulla fosse. In realtà in questi mesi sono successe un sacco di cose bellissime, prometto che presto posterò le foto e capirete 🙂

Questo video fa parte di una serie di video girati nel parco Yosemite, uno dei più belli e speciali del mondo che spero tanto di poter visitare e fotografare prima o poi (evviva la speranza che è sempre l’ultima a morire). In particolare tratta di un fenomeno di cui non avevo mai sentito parlare prima, i moonbows. Durante la luna piena in primavera e all’inizio dell’estate, gli arcobaleni lunari, noti anche come moonbows, possono essere ammirati su molte cascate del parco.

Guardate che meraviglia.

E siccome ci piace non farci mancare nulla, abbiamo anche il video di backstage!

Lo so, lo so.
Penso sia il caso ora che chiudiate la mascella 😀

Alla prossima!

2012 in review

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 3.200 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 5 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Lisa, istruzioni per l’uso

Tempo fa ho visto questo progetto su tumblr http://istruzioniperluso.tumblr.com/ e mi ha colpito veramente tantissimo.

Ho iniziato a riflettere su chi sono e su come mi descriverei io.

day one

Io sono una persona complicata. Sono sensibile, troppo sensibile, ed emotiva, troppo emotiva.

Io sono quella che si commuove guardando i film, leggendo i libri e ascoltando musica.

Io sono quella golosa, che mangerebbe dolci dalla mattina alla sera.

Io sono quella che adora dormire, soprattutto quando fuori sta piovendo e fa freddo, soprattutto la domenica mattina.

Io sono quella con gli occhi curiosi, occhi grandi che non riescono a smettere di guardare il mondo e stupirsi ogni secondo per quanta bellezza c’è, nonostante tutto.

Io sono quella che non sta mai zitta, che parla tanto, tantissimo, troppo. E che è sempre sincera nonostante il mondo farebbe volentieri a meno della sua sincerità a tutti i costi. E che spesso a causa di questa sua sincerità si fa odiare.

Io sono la regina delle gaffes. Sono quella maldestra e spesso goffa.

Io sono quella che non si piace mai, che è sempre troppo critica con se stessa e che non riesce ad accettare il tempo che passa veloce e si porta via la vita senza chiederci se siamo pronti o no.

Io sono quella che vive di emozioni, che ama con tutto il cuore e che è incapace di odiare, nonostante tutto.

Io sono quella che combatte da tutta la vita con il male di vivere, ma che nonostante questo ama questa vita con tutta se stessa e che sta cercando in tutti i modi di essere felice.

Io sono quella che perdona sempre e comunque, ma che poche volte è stata perdonata.

Io sono quella che da sempre il 110% in tutto quello che fa, che non si risparmia mai e che ama con tutta se stessa.

Io sono quella che crede profondamente nell’amore, e che non ne può fare a meno.

Io sono quella che “la vita senza gli amici non sarebbe la stessa cosa”.

Io sono quella che ama divertirsi, cantare a squarciagola e ballare.

Io sono quella che ama il sesso, ma che l’amore è meglio.

Io sono quella che crede nelle seconde chance, ma anche nelle terze e nelle quarte e così via.

Io sono quella che adora le albe e i tramonti.

Io sono quella che adora gli animali, certe volte anche più delle persone.

Io sono quella che crede nelle persone, che pensa che si debba sempre prendere il meglio dagli altri e che cerca sempre di trasmettere agli altri qualcosa di se.

Io sono quella che vorrebbe fare il giro del mondo, ma non in ottanta giorni.

Io sono quella che ama sapere, conoscere, imparare.

Io sono quella che non può fare a meno di aiutare gli altri, anche se spesso gli altri non hanno aiutato lei.

Io sono quella che crede che se ognuno di  noi facesse la sua parte attraverso piccoli gesti questo mondo sarebbe un posto migliore, e che fa di tutto per fare la sua parte.

Io sono quella che nonostante sia molto estroversa è allo stesso tempo timidissima.

Io sono quella che ha un sacco di paure.

Io sono quella che adora il mare soprattutto d’inverno. Ma anche camminare in montagna e respirare l’aria fresca a pieni polmoni tenendo gli occhi chiusi.

Io sono quella che è fissata con l’ecologia e l’alimentazione sana.

Io sono quella che adora nuotare.

Io sono quella che si fa sempre troppe paranoie e che ha sempre paura di risultare diversa da quello che è in realtà è.

Io sono quella che adora camminare.

Io sono quella che non sopporta essere giudicata e che non giudica mai, ma che dà sempre la sua opinione.

Io sono quella che pensa che ognuno ha lo stesso diritto di stare in questo mondo e che non sopporta i soprusi e le ingiustizie.

Io sono quella che nonostante l’orgoglio ha imparato a chiedere scusa quando sbaglia.

Io sono quella che prova sempre a tirare fuori il meglio dalle persone.

Io sono quella che soffre quando le tagliano i capelli.

Io sono quella che non ama particolarmente i cambiamenti, ma che una volta partita poi non si ferma più.

Io sono quella paziente, anche troppo paziente, ma che poi quando perde la pazienza sono cazzi.

Io sono quella che adora essere baciata e abbracciata.

Io sono quella che non smette mai di sognare ad occhi aperti.

day nine

Io sono quella che non smetterebbe mai di guardare fotografie, soprattutto quelle di quando era bambina.

Io sono quella che adora cucinare per gli altri.

Io sono quella che adora ridere.

Io sono quella che fotografa continuamente con gli occhi.

Io sono quella che adora viaggiare e conoscere gente nuova, culture, usi e costumi dei paesi lontani.

Io sono quella che adora le sorprese, sia fatte che ricevute.

Io sono quella che se c’è qualche problema ne vuole parlare subito per non trascinarselo dietro.

Io sono quella che adora ascoltare ed essere ascoltata.

Io sono quella che si fida sempre e comunque, nonostante tutte le fregature ricevute.

Io sono quella che si commuove se è felice.

Io sono quella che ha imparato che certe ferite non guariranno mai, ma che se impari a conviverci alla fine si va avanti lo stesso.

Io sono quella che adora le piante, soprattutto quelle grasse. Ma non i fiori recisi, a meno che non siano appena stati colti da un campo.

Io sono quella che si adatta sempre, in qualsiasi situazione.

Io sono quella che non smetterebbe mai di guardare il cielo.

Io sono quella che certe volte preferirebbe non dover prendere certe decisioni.

Io sono quella che adora la neve.

Io sono quella che detesta essere ignorata.

Io sono quella che ha una memoria infallibile, soprattutto se si tratta di numeri.

Io sono quella che non ti telefona mai ma ti pensa sempre.

Io sono quella che si ricorda sempre i compleanni.

Io sono quella che adora l’odore dei libri.

Io sono quella che beve litri di the.

Io sono quella che senza la sua macchina fotografica si sente come se le mancasse un arto.

Io sono quella che dorme con una lucina accesa perchè ha paura del buio.

Io sono quella che avrebbe voluto imparare almeno cinque lingue.

Io sono quella che adora l’autunno.

Io sono quella che adora i gatti.

Io sono quella che detesta le critiche distruttive e i pregiudizi ma ama il confronto.

Io sono quella che ha tantissima paura del futuro.

Io sono quella che non si prende mai troppo sul serio.

Io sono quella che non è appiccicosa ma in certi momenti ci vuole.

Io sono quella che odia la violenza.

Io sono quella che ha imparato che nella vita si può sempre cambiare idea.

Io sono quella che non ha mai tradito.

Io sono quella che adora fare la doccia insieme.

Io sono quella che ogni tanto ha bisogno di conferme.

Io sono quella che non ha bisogno di sentirsi dire “ti amo” ogni cinque secondi, però è felice se glielo dici almeno una volta al giorno.

Io sono quella che vivrebbe in una comune coltivando la terra e mangiando a una grande tavola tutti insieme, come si faceva una volta.

Io sono quella che la famiglia, gli amici e l’amore prima di tutto.

Io sono quella che adora stare insieme agli altri, ma a volte ha bisogno dei suoi spazi.

Io sono quella che quando si arrabbia non parla più.

Io sono quella che non sopporta le persone bugiarde e che non è capace di mentire.

Io sono quella che spesso passa troppe ore al pc.

Io sono quella che sgrassa il prosciutto prima di mangiarlo.

Io sono quella che quando è triste ha bisogno solo di essere abbracciata.

Io sono quella che spesso si sente fuori posto e che sta ancora cercando il suo posto nel mondo.

Io sono quella che troppe volte si è rovinata la vita a causa delle troppe aspettative e che adesso si sforza di non averne più, ma senza successo.

Io sono quella che adora prendersi cura degli altri, ma anche sentirsi accudita.

Io sono quella che se se qualcuno si azzarda a toccare le persone a me care è meglio che inizi a scappare.

Io sono quella che è stata delusa troppe volte ma comunque continua a fidarsi.

Io sono quella che tutto quello che fa lo fa col cuore e che non ha mai fatto niente con secondi fini.

Io sono quella che se mi chiedi di mollare tutto e scappare via insieme non ci penso due volte a fare la valigia.

Io sono quella che non si pente mai di quello che fa, anche quando sbaglia pesantemente.

Io sono quella troppo impulsiva, che spesso farebbe meglio a contare fino a mille prima di parlare ma che non lo sa ancora fare.

Io sono quella che certe volte cade e ha bisogno che qualcuno le tenda la mano per rialzarsi.

Io sono quella che se cadi puoi stare tranquillo che io sarò lo a tenderti la mano per tirarti su.

Io sono quella che troppo spesso ha messo la felicità degli altri davanti alla propria.

Io sono quella che ha perennemente paura di restare sola.

Io sono quella il cui sorriso sincero ti rimane impresso per tutta la vita.

Io sono quella che credeva di essersi persa e che invece ora si sta faticosamente ritrovando.

Io sono quella a cui hanno spezzato il cuore, ma che comunque non ha mai perso la speranza.

11//52 weeks {don't worry, be happy}

Meeting Fotografi Italiani a Torino

Mi rendo conto di essere scandalosamente in ritardo, ma il 6 di ottobre (ovvero più di un mese fa, omg) c’è stato il meeting dei Fotografi Italiani a Torino, e ho potuto finalmente conoscere un sacco di persone che fino a quel momento avevo conosciuto solo via web… ed è stato subito amore!!!

Non sono capace di spiegarvi a parole quanto amore c’è stato da subito tra tutti noi, la sintonia è stata perfetta, tutti con le nostre belle reflex al collo e i sorrisi a 345672939 denti. Pensate che hanno partecipato al meeting persone che venivano un po’ da ogni dove, Padova, Bergamo, Piacenza, addirittura Roma. La felicità era alle stelle e infatti la giornata è stata davvero indimenticabile. Talmente indimenticabile che l’euforia di quel giorno ce la siamo portata dietro ancora per parecchi giorni a seguire.

Ma passiamo alle foto, che forse è meglio.

Incontro ore 9 piazza Castello, o qualcosa del genere.

andiamo a fare due passi va

anzi no, facciamo colazione, che io ho fame!!!

bella gente che c’è in giro a Torino

è ora della pappa!!! gente poco affamata, mi dicono…

vetrine torinesi

sosta in piazza Vittorio Veneto, stiamo camminando un sacco!!!

spostiamoci al Valentino, ma prima un saltino ai Murazzi, per assaporare il profumo del Po…

e finalmente siamo arrivati al Valentino!

paparazzi!!!!

gente pucciosa

e gente che delira!!!

 

A presto con le foto dell’altro super mega meeting autunnale milanese che c’è stato il 28 ottobre!!!

(Ce la posso fare a editare gli 8 gb di foto, si si)

Sette settimane

Vi avviso, questo post non parla di fotografia, non parla di niente in realtà.

Questo post è qualcosa che non so nemmeno io perchè lo sto scrivendo, ma stasera è una di “quelle” serate, quelle brutte, che non riesci a smettere di piangere, e allora ho pensato che forse se lo avessi messo per iscritto il dolore sarebbe sembrato meno grande.

Il fatto è che sono passate sette settimane, che non sono tante, ma nemmeno poche, se ci pensiamo. E in queste sette settimane io ho continuato a dire che andava tutto bene, che sono forte, che ce la posso fare, che lo avevo dimenticato… e adesso cosa è cambiato? E’ cambiato che la scorsa settimana sono andata in quella che per 2 anni è stata la nostra casa, e l’ho rivisto, e tutte le mie sicurezze sono scomparse come per magia, ed è tornato lui, prepotentemente, ad abitare nel mio cuore.

E dopo che abbiamo portato via parte delle mie cose, e mi ha riportata a Torino, in quel giorno di pioggia che sembrava fatto apposta per nascondere le lacrime che a stento riuscivamo a trattenere, è come se qualcosa tra di noi non si fosse mai rotto, o più che altro non lo so nemmeno io cosa è successo, ma abbiamo ricominciato a parlare. E per la prima volta forse è riuscito a esprimere quello che aveva dentro, e mi ha aperto il suo cuore, e mi ha detto che mi ama ancora, e che ha capito tutto, e che vuole ricominciare da capo. Ed è stato proprio questo il grande guaio. Perchè io prima mi ero quasi convinta che davvero senza di lui ero più felice, ma dopo, dopo non ho più sentito altro che dolore, un fortissimo dolore, di quelli che ti sfondano il petto a calci per quanto non ti lasciano respirare, di quelli che non ci riesci proprio a dormire e che non ci riesci proprio a smettere di pensare a questi quattro anni insieme, ma se prima ricordavi solo il male, ora la confusione dei sentimenti è un continuo mescolare le emozioni in un turbinio di sensazioni contraddittorie, di quelle che ti fanno pensare che non riuscirai più a ritrovare la strada di casa, perchè tu una casa non ce l’hai più.

Sono pensieri sconnessi questi che sto scrivendo, e me ne rendo conto, ma sono esattamente quello che ho in testa e nel cuore: la confusione più totale.

E mi rendo conto che probabilmente questo post fatto di emozioni senza senso messe insieme come in un calderone non è nemmeno interessante da leggere, ma questa è casa mia e qui comando io, e quindi ve lo beccate così come lo sto scrivendo, di getto, senza senso.

Sono passate sette settimane.

Ieri mi hai chiamata per dirmi che oggi sarebbero arrivate le finestre che avevamo scelto insieme. Le avevamo ordinate insieme ma le monterai da solo, perchè io non ci sarò mentre tu le monterai, e non ci sarò nemmeno per pulirle quando avrai finito. Che cosa triste non poter pulire le finestre quando avrai finito di montarle. Che cosa triste avere in casa qualcosa che avevamo scelto insieme e che adesso guarderai solo tu.

E il fatto è che io sono davvero davvero felice per te, che finalmente stai sistemando la tua casa. Ma sono infelice per me, che ho sognato questo momento per tanti anni e ora che è arrivato io non ne faccio più parte. La vita ci prende per il culo. Tutto questo è così ingiusto.

Mi sento così sola.

Continuo a pensare a quel giorno che siamo andati al Devero, in montagna. Quella si che è stata una bellissima giornata. Ti ricordi? Non riesco a smettere di pensarci. E non riesco a smettere di pensare che vorrei tanto avere un’altra giornata meravigliosa come quella, insieme a te.

You and I (and 3 meters of snow)

Sono passate sette settimane.

Sembrano poche, ma poche non sono. Mi manca la mia gatta. Mi manca svegliarmi fra le tue braccia. Mi manchi tu.

Non credo che riuscirò mai a smettere di pensare a te.

E’ questo il vero guaio.

inspiration #4

Ciao a tutti!!!

Mi rendo conto che in  questo blog ci sono le balle di fieno che rotolano e ormai sembra un posto abbandonato da Dio, ma vi giuro che non è così. Diciamo che non è stata proprio una bella estate e che ancora una volta nella mia vita ci sono stati dei grossi cambiamenti, cambiamenti radicali ecco. E ancora una volta mi trovo a dover ricominciare tutto da capo. Ed è ovvio che in situazioni come queste uno finisce sempre per abbandonare le cose meno importanti.

Ma siccome sono una personcina che nonostante le avversità ha deciso che vuole comunque essere felice, e che nonostante io sia stata davvero davvero male per amore comunque continuo a credere che l’amore è una delle cose più importanti della vita, ho deciso di pubblicare questo post tutto dedicato all’amore.

Perchè si, secondo me davvero non bisogna mai perdere la speranza. Prima o poi anche io troverò la persona che mi accompagnerà nel mio cammino.

Voglio crederci.

Questo è l’amore come lo vedo io. Se siete diabetici vi consiglio di scappare immediatamente!!!

Buona visione.

1+1

you and i

Senza titolo

Senza titolo

Senza titolo

love story.

go

Dan & Tony

us

...a kiss to hold on a dream...

Senza titolo

lovelovelove

and I would give you everything just to feel your open arms

Senza titolo

Day 243

29/52

Wedding day

.

All about eyes

Happy International Women's Day

Conserva l’amore nel tuo cuore. Una vita senza amore è come un giardino senza sole dove i fiori sono morti. La coscienza di amare ed essere amati regalano tale calore e ricchezza alla vita che nient’altro può portare.

Oscar Wilde